Life is a laugh.


Words are flowing out like endless rain into a paper cup,
they slither while they pass, they slip away across the universe.

Thoughts meander like a restless wind inside a letter box,
they tumble blindly as they make their way across the universe.

In the depth of winter, I finally learned that there within me lay an invincible summer.

lunedì 21 dicembre 2009

Quarantasette.

Cat stevens?
Non è momento per i cambiamenti.
Just realx, and take it easy.
Sei ancora giovane, questo è il tuo problema: ci sono un sacco di cose che devi ancora imparare.

Mica è un problema da poco.

Stavo pensando alla chiesa.
Stavo pensando alla vergine Maria e al suo figliuolo, al cattolicesimo, al protestantesimo.
Insomma, partivo dal presupposto di essere cattolica, così come mi hanno cresciuta i miei genitori e come mi sono sempre considerata.

Ragionavo su quanto di misogino ci sia nel cristianesimo.
E' come se, nell'allontanare tutto ciò che è male, si arrivasse al punto assurdo di allontanare ogni piacere effimero o edonistico.. Tutto ciò che è tentazione, letteralmente parlando.
Tutto quello che tenta il corpo tramite la mente è orribile.
Tenta il corpo tramite la mente: intendo dire che la chiesa disprezza le tentazioni corporali, ma di fatto non c'è nulla di più psicologico o incontrollabile dell'istinto, che sia quello di sopravvivenza, o che altro.
E' come soffocare qualcosa di naturale, voglio dire; una sorta di diga per chiudere un fiume che per natura e indole scorrerebbe libero.

So benissimo di inoltrarmi in un campo che non conosco; mi assumo la responsabilità di tutto quello che dico, di ogni errore commesso per ignoranza. Cerco solo di fare un ragionamento.

I due esempi più lampanti di quello che sto cercando di dire sono due dei sette vizi capitali; nel dettaglio, la gola e la lussuria.
Prendevo in considerazione la lussuria.
Dio è uomo.
O no? Più o meno. Circa.
Perchè?
Questo è femminismo esagerato. Forse. Ok.
Ma è misogino lo stesso. Circa tutta la chiesa lo è.
Pensaci!
Tu che leggi, cerca di seguire il mio pensiero! So che è sfuggevole e mal esposto, ma provaci!
Qual è la donna più stimata dalla chiesa, dalle scritture, dai credenti?
Sai qual è?
E' l'unica donna che sia riuscita a far valere la sua funzione procreativa senza il bisogno di un rapporto sessuale. La vergine Maria. Oh com'è pura!, oh com'è vergine!
Eddai.
Che senso ha?
La donna potrebbe essere considerata la tentazione numero uno per l'uomo, con tutto ciò che questo comporta.
Qual è l'unica cosa che può fare una donna per entrare a far parte della chiesa?
Farsi suora.
Oh che purezza! Che meraviglia!
Ma perchè?!
Cazzofigaporcaputtana, perchè?
E se tu, clericale, credi che Dio ci abbia veramente crato, che abbia creato noi come esseri umani, per quale assurdo motivo devi soffocare questo tuo stesso essere uomo?
Sei animale, lo sai?
Non intendo insultare nessuno..
Siamo animali davvero!
A me non fa neanche così schifo esserlo.

Bah.



venerdì 11 dicembre 2009

Quarantasei.

Please, mind the gap between the train and the platform.
Tornata da Londra.
Sarebbe da descrivere.
I rintocchi delle 12 sotto al Big Ben, appoggiata con la schiena ad una cabina telefonica rossa una ragazza pallida bacia il suo fidanzato mulatto. Un cappellino rosso un po' francese, un po' più un là un negozio ha in vetrina delle poltrone deliziose.
Londra.
Nostalgica, grigia, piena, folle, pulita, bagnata, fresca, vanitosa, incasinata, natalizia.
Londra con i suoi negozietti a Carnaby Street, Londra con il suo sole timido, Londra con i suoi prezzi assurdi, Londra con i suoi inglesi bacchettoni e con i suoi punk fancazzisti.
Londra banale negli autobus a due piani rossi, nelle cabine telefoniche rosse, nel London Eye, nel cartello rosso e blu con scritto Underground, nei vecchi taxi e nei vecchi pub.
La solita Londra mind the gap, insomma; quella delle cartoline, quella di Harrods.
E' che bisogna viverla, per andare oltre la banalità del viaggio e del ricordo che sbiadisce, per andare al di là delle mete turistiche.
E la vivremo, la vivremo.
Un'altra volta però.


[St. James Park]

[Thames]

domenica 29 novembre 2009

Quarantacinque.

You know the movie song.
Albero di natale comprato. Che fretta.
Al supermercato c'era una signora con l'aria sperdutissima. Non camminava con passo deciso alla ricerca del detersivo, nè osservava con attenzione ogni scaffale per cercare i biscotti giusti. Più che fare la spesa sembrava stessa vagando senza meta.

Ho portato del cibo e un po' di supporto a chi faceva volontariato sotto la pioggia, al freddo. Cioccolato, cioccolato, cioccolato. Torroncini, mela, panino.
Ho fatto una torta di mele che è venuta buonissima. O almeno credo, dato che io non l'ho assaggiata. Spero che fosse buona sul serio.

Ho comprato dei guanti di pelle arancioni e devo procurarmi un accoratore.
Questo post è privo di funzionalità.

Stavo pensando al fatto che devo riprendere a scattare foto, come dicevo anche qualche tempo fa.
Mi sono venute in mente un sacco di cose, una sorta di fiume di lettere in piena.
Ho pensato, tra il resto, che la fotografia è una cosa stupenda ma che non può essere il mezzo adatto per cogliere la maggior parte degli aspetti della mia vita attuale.
Intendo dire che forse c'è un motivo per cui ultimamente non ho voglia di fotografare cose o persone.
E' che piove.
Sembra stupido, suppongo di sì, ma se dovessi pensare a qualcosa che rappresenti questi miei giorni, mi verrebbero in mente la sensazione della piogga sulla fronte, le note lunghe e sovrapposte del pianoforte suonato con il pedale, il sapore amaro dell'anestesia per l'estrazione del dente, l'odore di casa di James e di Armando. O forse la familiarità del suo stesso collo, il fumo negli occhi, la paura, Romeo and Juliet dei Dire Straits, il calore istantaneo del caffè che scorre veloce attraverso la bocca, giù nella gola.
Non so.

Sono così sconclusionata, a volte.


[Halloween 2009]

sabato 21 novembre 2009

Quarantaquattro.

No?
C'è scritto da qualche parte che l'amore è come una farfalla: se allenti la presa vola via.
Secondo me l'amore somiglia più ad un porcospino, o forse ad un riccio di mare; se lo tieni in mano delicatamente è senza dubbio piacevole, ma se stringi troppo ti pungi.

E, inoltre, questa cosa è meravigliosa.

Dovrei ricominciare a scattare foto. Penso.

Nessuno è solo.

domenica 15 novembre 2009

Quarantatrè.

E lui, che non ti volle creder morta,
bussò cent'anni ancora alla tua porta.

Andrea s'è perso, e non sa tornare.
Anche io. Che caso. Anche io!
Mi chiedo.
Se ti dico che mi sono persa, cosa pensi?
Pensi ad una crisi d'identità o ad una semplice mancanza di senso dell'orientamento?
Manco dell'una e dell'altro.
Non so chi sono e non so dove vado.
Forse so dove voglio arrivare e come vorrei essere.
Ma più di questo?
Lui aveva un'amore e un dolore, e riccioli neri.
Ce li ho anche io. I riccioli neri no.
Ho dell'oro e un po' di prato.
Va bene uguale?

La vanità fredda gioiva, un uomo s'era ucciso per il suo amore.
Nonono. Non ci siamo.

La chiamavano bocca di rosa, metteva l'amore sopra ogni cosa.
Ecco, questo forse sì.
Questo forse sì.
Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio.
Sì. Sìsìsì.
C'era un cartello giallo con una scritta nera, diceva "Addio, Bocca di Rosa: con te se ne parte la primavera."
Assolutamente sì.

E aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso.
Sì.

Oltre il muro dei vetri si risveglia la vita, che si prende per mano a battaglia finita; come fa questo amore che, dall'ansia di perdersi, ha trovato, in un giorno, la certezza di aversi.
Assolutamente.



domenica 8 novembre 2009

Quarantadue bis.

Non ho più foto.
L'ansia è qualcosa che morde.
Mangia, letteralmente.
Corrode, consuma, sfinisce.
Stanca.

Sono stanca.
Stravolta dall'ansia.
Ma non è ancora finita.
Non ancora.

Non finchè c'è qualcosa da mordere ancora; non finchè il mio fegato continua ad esistere.

Ma quando finirà, si spegnerà l'ansia?
Anche lei?

Sviluppi.
Come nei film.

Non ora, non adesso, non in questo momento.

Il sole, quando sorge, sorge piano.
E poi la luce si diffonde tutt'attorno a noi.

Cosa significa?
Può non sorgere, il sole?
Il risvelgio è duro, è lento, è micidiale.

E l'ansia ha problemi di linea.

sabato 7 novembre 2009

Quarantadue.

Oggi sarò banale.

"If you change your mind, I'm the first in line; honey, I'm still free: take a chance on me.
If you need me: let me know, and I'll be around.
If you got no place to go when you're feeling down.
My love is strong enough to last when things are rough."

Avete mai notato il silenzio?

Avete presente il silenzio?
Ci sono due tipi di silenzi. Uno è il silenzio vero. Quello tranquillo. Quello senza un suono, senza un rumore. Quello della notte, quello del buio, quello dei tappi di cera nelle orecchie. E poi c'è quello straziante, quello che è un silenzio falso perchè di fatto ci sono rumori e suoni nell'atmosfera.
Questo è quello che mi fa veramente impressione.
Il silenzio della tv accesa che nessuno ascolta, il silenzio del ticchettare delle lancette, il silenzio di una persona che bussa senza ottenere alcuna reazione, il silenzio di un telefono che squilla a vuoto, il silenzio che fanno i passi di una persona che se na va alla fine di una discussione.

Avete mai sentito il silenzio del campanello di una porta che suona senza che nessuno dall'interno apra o risponda?
Avete mai sentito il silenzio che incornicia alcuni dialoghi?
Fa così impressione..
La tristezza delle parole vuote, quelle non pensate e non ascoltate. Quando ci si chiede perchè le si esprime.
Le si sputa magari per evitare il silenzio palese.. Meglio quello nascosto.
Carico d'angoscia.

Il silenzio del non poter farci niente.
Il silenzio del non so cosa dire.
Il silenzio della scelta di non dire nulla.
Il silenzio della curiosità nascosta.
Il silenzio della domanda imbarazzante, del tasto dolente.
Il silenzio dell'ascensore.
Il silenzio della conversazione spenta.
Il silenzio dell'attesa.
Il silenzio del non c'è più niente da dire.

Il silenzio del vuoto più profondo.
Del buio più spaventoso.



giovedì 5 novembre 2009

Quarantuno bis.

But what of the man?
"Remember, remember
the fifth of november;
Gunpowder, treason and plot.
I know no reason
why the Gunpowder treason
should ever be forgot."

I know his name was Guy Fawkes, and I know that in 1605 he attempted to blow up the houses of parlament.

Merry Bonfire Night, baby!

mercoledì 4 novembre 2009

Quarantuno.

What the hell's your name?
What's your pleasure and what is your pain?
Do you dream too much?
E se davvero alcuni spiriti restassero legati al proprio corpo morto?
Nell'aula di scienze c'è uno scheletro umano in una teca di vetro ben sigillata; uno scheletro vero, uno scheletro che è stato vivo. Ho chiesto alla professoressa di chimica e biologia; dice che non si sa chi fosse o che origini avesse, non ne conosciamo il sesso nè tanto meno l'aspetto. E' solo lì rinchiuso nella sua immobile posizione verticale.
Manca il dente davanti superiore, quello sinistro; è l'unico dettaglio non a posto, l'unica cosa non perfetta; le ossa sono integre e senza un graffio.
Solo qualche volta ne vedo l'anima; una donna disperata con gli occhi spalancati e lo sguardo di terrore. E' quasi trasparente, quando la guardo riesco a indovinare lo scheletro dietro di lei, la attraverso con lo sguardo come il vetro della sua stessa minuscola stanza.
E' incatenata a quello che era il suo corpo, le sue ossa; è imprigionata nella teca di vetro con lui. Mi uccide con i suoi occhi disperati, batte contro il vetro della sua galera silenziosamente e senza che nessuno la noti. Urla senza voce, colpisce il vetro senza suono; per quanto sia visibile, è chiaramente intangibile, inconsistente. Ma è poi visibile? Perchè nessuno fa niente per liberarla? La vedono, loro? La vedete? Sono solo io?
La catena ed il lucchetto che tengono chiusa la sua colonna di vetro e legno non si muovono nè vibrano ai suoi colpi disperati. Niente e nessuno si accorge della sua inquietudine.
I neri capelli spettinati, il dente che manca sotto le labbra rosse. La pelle candida con le gote rosee. Non è vecchia.
Il solito sguardo sconvolto: cosa le sta succedendo? Perchè non la lasciano fuggire? Così è appiccicata ad un corpo che probabilmente sapeva usare, che addobbava ogni mattina e spogliava ogni sera, che mostrava a chi ne era degno. Chiuso in quattro piccole pareti perchè qualche liceale possa vedere un esempio di ossatura umana.
Anche se potrebbe essere il contrario. Potrebbe essere quello spirito il vero prigioniero.
Il corpo, quel che la decomposizione non ha distrutto, può in realtà essere un mezzo, un modo per tenere ferma la donna.
Quale rabbia implacabile si può nascondore dietro occhi terrorizzati e capelli in disordine!
La guardo ancora; cerco di leggerla ma mi è impossibile, è un'anima dannata. Chi, o cosa, mente meglio di una donna preda della disperazione?
Improvvisamente mi pare cattiva; non provo più alcuna compassione ora che, osservandola, prendo in considerazione la possibilità di uno spirito rabbioso e bugiardo, la sua ipotetica vendetta. Perchè potrebbe essere arrabbiata?
La prima cosa che mi viene in mente è un figlio.
Forse un marito, o un amore di qualsiasi genere. E' così triste..

Chi sei? Ti vedo davvero solo io? Mi percepisci? Come ti chiami?

Si volta, mi osserva, mi penetra con i suoi occhi di ghiaccio; un barlume le illumina per un istante l'espressione spenta.
L'ennesimo urlo silenzioso prima di accasciarsi a terra, alla base del piedistallo nero su cui si erge la sua morta figura.

"Aiutami. Aiutami."



lunedì 2 novembre 2009

Quaranta.

Spiegati.
Cala Novembre, e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti.
Lungo i giardini consacrati al pianto, si festeggiano i morti.
Cade la pioggia, ed il tuo viso bagna di gocce di rugiada..
Te pure, un giorno, cambierà la sorte in fango della strada.

Nausea, pioggia, acqua, fuoco, ahia, briciole, rimasti. Il fango della strada.
cosa?
perchè?
eh?
niente, nulla, vuoto, nero, grigio, bagnato, musica, studio, concerto, numeri, numeri, numeri.
redrum, palle, mescalina, noia, pensieri, supposizioni, vero o falso, stupido, sicuro, fere, prove, Bi.
foto, mano, smalto, aiuto, trucco, cotone, ragnatela, tazza, porta, capelli, dadi, biglietti, specchio, balza.
fortuna, soldi, mese, zibra, vomito.
walzer, male, compito, tram, tasti, nullità, valore, taglia, braccio, calore, vibrazioni.
Nausea, pioggia, aria, fuoco, ahia, fondo, rimasti. Il sonno dopo la festa.
cosa?
perchè?
eh?
e allora?



No reason why

La mia foto
fiori colori sole prato profumi mani voce labbra gonna greco pianoforte basso italiano luce fotografia biro.