Life is a laugh.


Words are flowing out like endless rain into a paper cup,
they slither while they pass, they slip away across the universe.

Thoughts meander like a restless wind inside a letter box,
they tumble blindly as they make their way across the universe.

In the depth of winter, I finally learned that there within me lay an invincible summer.

martedì 22 settembre 2009

Trentuno.

Che storia.
Scena. Gente a casa mia, in camera: Masca basseggia, James cazzeggia, io minchieggio e Arma tenta di studiare. Tenta di studiare nel senso che fa finta. "Ah, devi sempre fare l'intellettuale, tu!"
Giunge Nora. Oh, "siamo oNORAti della tua presenza!" Certo. "(N)Ora e per sempre". Ha una maglietta viola. "Ah-a! Sei una prugna!" "Nel senso che faccio cagare?" Ma no, dai, non intendevo quello. Non sono così. Sono pomì.
Comeoncomeoncomeoncomeon, now, touch me baby!
Avevo comprato un libro di poesie di Jim Morrison.
Dov'è finito? E' finito? Chi me lo ha finito?! L'avevo appena comprato! Acci. Salute. Eh, salute.. mica tanto. In realtà sto bene.
Ho comprato un vestito nuovo. Mi sta bene.. Nel senso che così imparo. E' tutto colorato. Un po' in stile Woooooodstock. Dibbraus.
Altre novità?
No. Vità? Fianchì?
Sono andata in palestra, oggi. Devo rifare l'abbonamento. Se no non sono abbonata. E se non sono abbonata? Cosa succede? Abbomuoio?
Sarebbe un'esperienza terribile. Ma tanto sono ancora dilettante, quindi non ci sarà. L'esperienza, dico. Quella terribile.
Tell me, friend: can you ask for anything more? In effetti no, Bruce. E buon compleanno. Sono sessanta! Mammmmma mia. Sessanta! Sessanta! Dio.
Mi chiama la Sofi, disperata. "Bea, che cazzo, come ti viene latino? Come li sistemi i pidocchi? Da me c'è un esercito di 6000 pidocchi!" Pedes in latino significa sia pidocchio che fante. Bello.
No perchè poi è interessante, no? La frase appena scritta comincia con NO e finisce con NO. Quasi tutte le mie frasi lo fanno.
Vedi? Anche questa finiva con NO!
Bah. Corri, corri, che il tempo stringe. E io ingrasso. Ma il tempo stringe e sono appesa ad un filo! Dovrò mettermi a dieta. Ahaha, sto scherzando.
Scena. Corridoio del liceo ginnasio statale Parini. Io e Clara. "Ah, brava Bea, brava! Tagliami la strada!" Ma sì dai, te l'ho tagliata così è più corta.. Cammini meno, fai meno fatica.
Scarico film. Poi li metto sotto carica, per poterli vedere. Se no come faccio, se sono scarichi? Penso di poter chiudere qua questo delirio. Anche se mi stavo divertendo.
Andrei avanti all'infinito, ma odio Leopardi, e tutti i poeti da pelliccia.



P.S.
L'altro giorno ho visto una signora che aveva due cani. Erano due husky. Uno era un husky bello, l'altro era un'husky-fezza. :D

venerdì 18 settembre 2009

Trenta.

Post-it.
Buon giorno, bellezza.
Hai dormito bene questa notte?
Scusa per l'orario, ma sai che amo scrivere con affianco il sole che sorge; con lui mi si sveglia il cervello, e anche qualche idea, talvolta.
Volevo solo ricordarti che ti amo.

Ci tenevo a ricordartelo perchè in questi giorni l'Angie è triste; oggi pomeriggio - in un patetico(*) tentativo di liberazione - si è ubriacata, ed è stata piuttosto male. Mi mette molta malinconia e mi ricorda che tutto ciò che comincia finisce, che in fondo abbiamo solo questi stupidi sedici anni, che nulla è veramente importante e blablabla, tutte quelle cose lì, insomma.
Quindi volevo ricordartelo.

Inoltre ho pensato che io per Bob non l'avrei mai fatto, e che io e Angie siamo proprio diverse. Quando mi sono vista Bob scappare.. A me è successo più volte, come sai. La seconda volta ho pianto per tre giorni, poi mi sono detta "Basta, così non funziona"; ho preso in mano la situazione e così tutta la mia vita, ho deciso che lo rivolevo, e me lo sono ripreso. Ci è voluto del tempo, ma ci vuole sempre del tempo - sai che sono una tranquilla e paziente, sempre - e infine ho ottenuto quello che volevo. La terza (e ultima) volta che mi sono trovata nella stessa situazione ho pianto per 3 giorni ancora per poi ripetermi "Basta, così non funziona"; ho preso in mano la mia mente e quelle inutili lacrime, ho deciso che non lo rivolevo. Con camla e con tempo, ho imparato dai miei errori. Nel giro di un mese stavo con un altro, e questo è stato il mio patetico(*) tentativo di liberazione. Una storia insignificante: pensavo a Bob, ancora, però è stato un tentativo. Ci ho provato, a dimenticarlo; scambiando un fugace sprizzo di vita con l'inizio di una passione, e pensando, alla fine, ancora a lui. Ma, vedi, sempre meno.
Finchè non sei arrivato tu, e quando sei venuto a predermi quel lunedì, una sorpresa in bicicletta, me l'hai cancellato dalla mente.

Sai cosa significa questo?
Che la mia Angie è debole, perchè oggi pomeriggio per combattere la tristezza ha bevuto, e io non l'avrei fatto - per orgoglio o forse per preconcetti stupidi.
E vuol dire anche che la nostra Angie ha bisogno del suo Jude.
Però, vedi, deve capitare. E noi lo aspetteremo.

Sai, volevo solo ricordarti che ti amo.



P.S.
La foto soprastante non è stata scattata da me, nè sono io il soggetto. L'ha fatta un mio amico, e mi piace un casino. Spero non sia troppo fuori luogo..

(*) è solo una precisazione. Può sembrare inutile a molti, ma ci tengo particolarmente: la parola patetico può essere mal interpretata. Con patetico non intendo ridicolo nè superfluo; intendo l'aggettivo nel suo significato primo, nella sua derivazione dal greco "pathos" (da brava classicista). Non intendo dunque qualcosa di offensivo quanto emozionale e quasi disperato.

giovedì 10 settembre 2009

Ventinove.

Palle.

So che la gente non ha voglia di leggere i testi delle canzoni che scrivo qui, anche perchè se qualcuno fosse interessato, potrebbe benissimo cercarli per fatti suoi.
Tuttavia ci tengo molto, da brava musicista, e qualche volta mi colpiscono a tal punto da pubblicarli.
Ovviamente non c'è mai una sola intepretazione per ogni testo, ognuno ci vede dentro qualcosa di diverso, qualcosa di suo; cosa che trovo fantastica, ma questi si possono classificare come viaggi mentali.
Questo brano è di uno di quei pochi autori italiani che adoro, Bennato, ed è nell'album che contiene tutte le canzoni con riferimenti a Pinocchio. La canzone fa riferimento alla fata della favola, la fata turchina, ma partendo da questa parla poi della donna in generale, della figura femminile e simili.
E' bello come propone in chiave femminista tutto questo discorso, essendo lui un uomo, partendo dal lato più dolce della donna. La presenta come una figura schiacciata, sognatrice repressa, piena di aspettative deluse. Leggendo in giro alcune interpretazioni del testo, molti sostengono che nel dire "non puoi pretendere di più" s'intenda quanto sia costretta la femmina all'interno di alcuni atteggiamenti maschili. Mi spiego: nella canzone Bennato racconta che la donna s'accontenta di essere adulata, e in cambio di questo è resa quasi schiava dell'uomo. In realtà quel suo "non puoi pretendere di più" lo trovo più legato allo stereotipo femminile e principesco, la fiaba, l'uomo che s'innamora e fa di tutto per la sua amata eccetera eccetera. Non puoi pretendere di più ma non te ne rendi conto, perchè sei cresciuta con le principesse che vengono salvate a cavallo e sai che quello è ciò che vuoi, niente di più, niente di meno. Non posso pretendere di più nel senso che non lo desidero. Non nel senso che lo voglio e non oso chiederlo.

Spero di essere stata chiara nel mio ragionamento contorto!

«C'è solo un fiore in quella stanza,
e tu ti muovi con pazienza.
La medicina è amara ma
tu già lo sai, che la berrà.

Se non si arrende: tu lo tenti.
E sciogli il nodo dei tuoi fianchi,
che quel vestito scopre già..
Chi coglie il fiore, impazzirà;

farà per te qualunque cosa.
E, tu, sorella, e madre, e sposa;
e tu, regina o fata,
tu non puoi pretendere di più.

E, forse è per vendetta,
forse è per paura,
o solo per pazzia..
Ma, da sempre,
tu sei quella che paga di più;
se vuoi volare, ti tirano giù;
e, se comincia la caccia alla streghe,
la strega sei tu.

Insegui sogni da bambina,
e chiedi amore, e sei sincera.
Non fai magie nè trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà.

C'è chi ti urla che sei bella,
che sei una fata, sei una stella..
Poi ti fa schiava.
Però.. no, chiamarlo amore,
non si può.

C'è chi ti esalta, chi ti adula,
c'è chi ti espone anche in vetrina..
Si dice amore, però.. No.
Chiamarlo amore? Non si può.
»



sabato 5 settembre 2009

Ventotto.

(Copiato dal questionario Paolo Di Stefano,
liberamente ispirato dal famoso gioco di Marcel Proust)

Il tratto principale del suo carattere?
La curiosità.
La qualità che preferisce in un uomo?
Banalmente, l'ironia.
..E in una donna?
La modestia.
Il suo principale difetto?
La pigrizia.
Il suo sogno di felicità?
Sentirmi arrivata.
Il suo rimpanto?
Spero di non averne.. odio i rimpianti, piuttosto i rimorsi.
L'ultima volta che ha pianto?
L'altro giorno, in preda ad una crisi isterica.
L'incontro che le ha cambiato la vita?
Non lo so.. potrebbero essere tanti.
Sogno ricorrente?
Una fuga senza scampo, un'inseguimento senza fine.. nella disperazione mi fermo e mi nascondo, quando l'inseguitore sta per trovarmi mi sveglio, senza mai sapere se verrò scovata, e senza scoprire neanche cosa mi succederà una volta acciuffata.
Il giorno più felice della sua vita?
Suppongo non sia ancora giunto..
..E il più infelice?
Neanche questo.
La persona scomparsa che richiamerebbe in vita?
La mia vecchia tata.
Quale sarebbe la disgrazia più grande?
Perdere una persona cara.. soprattutto se giovane, o giovanissima.
Il colore preferito?
Verde, blu, arancione, giallo.
Il piatto preferito?
Il cioccolato conta?
Bevanda preferita?
Il latte prima di tutte, poi la limonata.
Il suo primo ricordo?
Moneglia, mio padre e mio zio che mi insegnano a nuotare, mia mamma e mia zia che guardano ridendo..
Libro preferito di sempre?
Il gabbiano Jonathan Livingston, di Bach.
Libro preferito degli ultimi anni?
Lolita, di Nabokov.
Autori preferiti in prosa?
Mhm, sono indecisa.
Poeti preferiti?
Ungaretti, Beckett.
Cantante preferito?
Bruce Springsteen tutta la vita.
Il suo eroe e la sua eroina?
Sono tutti personaggi di fantasia, o quasi.
I suoi attori preferiti?
Johnny Depp in assoluto, ma anche Meryl Streep.
La trasmissione televisiva più amata?
Veronica Mars, Gost Whisperer.
Film cult?
Across The Universe, Donnie Darko.
La canzone che canta sotto la doccia?
Bohemian Rhapsody, dei Queen.
Se dovesse cambiare qualcosa del suo fisico?
Le caviglie.
Personaggio storico preferito?
Sicuramente uno dell'antica Grecia, ma ora non me ne viene in mente uno particolare.
Personaggio politico più detestato?
Tutti, temo.
Il suo primo amore?
Le parole.
Il dono di natura che vorrebbe avere?
Vorrei essere più ginnica, più elastica, ma più di tutto vorrei essere portata per l'arte.
Cosa detesta di più?
I segreti, i sotterfugi, le bugie, i tradimenti, le pugnalate alle spalle.
Le colpe che le ispirano maggiore indulgenza?
Quelle che non implicano violenza, quelle involontarie, quelle dettate dal dolore o dalla curiosità.
Come vorrebbe morire?
Il più tardi possibile, senza rimpianti.
Stato d'animo attuale?
Sono serena.
Il suo motto?
"Sorridi: domani sarà peggio"
"Life is a laugh"
"ανθεα ηβης"



lunedì 31 agosto 2009

Ventisette.

Che ridere..
Simo con i suoi problemi d'amore, e noi che lo aiutiamo sempre come possiamo, "Bea fammi i grattini, ti prego", "no te lo giuro!", e quando ci ha stupiti tutti sul palco a ballare Michael Jackson..
la Faby, che come sempre a fine luglio è partita, la parole crociate e le minchiate sulla spiaggia, con i suoi smalti dai colori improbabili..
Ale Magnani con la sua grigliata e le partite di calcio, che gli ho dato quasi sempre buca (gh)..
Ale Sozzi vestito a tema il venerdì sera, i suoi discorsi fatti apposta per farmi innervosire, dietro la console a fare il coglione, Marinella..
la Frà che soffre il solletico sulle gambe, il segno dell'abbronzatura degli orecchini, che ascolta sempre le mie cazzate..
la Vale "ci sono novità?" "nono.. dopo però facciamo una passeggiata", e gli addominali, la ranetta, le foto..
la Gre con le sue sfilate e quei due o tre racconti a tavola..
Marcolino che cerca di convincere mia madre a mandarmi da Opale, "Bea fammi un massaggio", e anche lui con i suoi casini sentimentali..
Deeevid vestito sempre di arancione, "ciao Beeeea", "e Rodrigo come sta?"..
Nico con le sue liste assurde per le cene fuori e i suoi casini perenni, i racconti di tutte le volte che si è fatto male, "ciao grande", "..sigaretta?"..
Cri che si tortura le mani e io lo sgrido ogni volta che lo vedo, e gli racconto le mie minchiate..
Marco Dollera che sta zitto con la faccia seria, "palle", e mi implora di smetterla con le mie battute..
il Canni che ride sempre ai miei giochi di parole e si aggrega, impegnandosi pure..
la Marty, anche lei in ansia per disordini sentimentali, "ma tu sei scemo dove ti pettini", e la coreografia di Thriller..
Giulio che non gli si può toccare la pancia, con la carbonara e l'erba luisa..
l'Edo sempre ubriaco la sera, con l'iPhone e le sue cazzate..
la Naty che parte per l'Australia, sempre vestita uguale e l'accento parmigiano..
Dani che quando mi vede dice sempre la stessa cosa (-.-), "mi farai vedere le tette un giorno?", e la bionda sarda, Cagliari..
la Sara Torino che poverina è distinta dall'altra Sara per la città di provenienza, abbronzatissima e sorridente, a giocare a pallavolo con la rete..
Matte che se la tira sempre e comunque, la bandana in testa e l'Harley..
Andre Varsi che segue Dani con le sue cazzate, "bea, virgola..", che arriva in macchina con la musica assordante che si riconosce a kilometri di distanza..
Luca piccolo con i suoi seimila figli (Giulio, Cesare, Ottaviano, Augusto, Leonida..) e le sue figlie femmine che fino a 21 anni non usciranno di casa, i Gucci da zarro..
Fede Caste con Varsi e Dani quando mi vedono, e qualche chiaccherata sugli scogli, le soppracciglia curate minuziosamente dalla Greta, "com'è?! t'apposto?"..
Luca e le sue imitazioni di Topolino, bestemmie senza sosta, "mmmmmerdaaa!", "insistisci, insistisci", "volaaa!" e lo slippino..
il Fede che parla milanese, dice cazzate tutto il tempo, e quando è ubriaco fa tutto quello che gli si chiede di fare..
Ste
Fiore che corre in acqua e cade, "guarda, sto sulle due zampine!", e le lamentele perchè non so giocare a pallavolo..
Gabry che non mi saluta mai per poi urlarmi dietro, "non salutare eh!", "tutt'apposto a ferragosto?"..
Fede Genova, la Ludo, Fulvio, Mich, Clara, Atti, Alice, Anna, l'altra Ludo, Elisa, la Chiara e anche l'altra Chiara, Sonia, la Sara Milano frequentati davvero troppo poco durante quest'estate..

(Chissà se si ricordano di me Dadde, Molli, la Martina di Genova, Ale, Ste Polato, Ema, Ste Morana..)

E poi tutti quelli che quest'anno non si sono fatti vedere, per un motivo o per l'altro: i gemelli di Pinerolo - Matte e Michele, Luca, la Nicole, Leo, La Ce, la mia Fede Bolognese..

Sapete cosa vi dico?
Moneglia non è il posto, è la compagnia.



venerdì 28 agosto 2009

Ventisei.

No, è solo un'illusione ottima.
Questo è il post numero 26.
Sulla mia bacheca di blogspot mi dice che ho 26 post.
C'è qualcosa che non torna.
Possibile che a me non torni mai niente? Voglio dire, se tutto quadrasse alla perfezione, sarebbe più semplice. No? Certo che sì.
Va detto che la mia vita potrebbe essere noiosa se quadrasse sempre tutto.
Non che così sia eccitante neh..

Fatto sta che tra una settimana ho un esame e non sono preparata per un cazzo.
Del resto, se mi bocciano li accoltello tutti.
Anzi, farò una cosa molto alternativa.
Una cosa che non ha mai fatto nessuno, un'idea che è venuta solo a me.
Allaghiamo il Parini! , dai!

Tra l'altro, ci sono persone che hanno la media dell'8 e si struggono dalla mattina alla sera chiedendosi per quale stupido motivo debbano studiare una lingua morta (anzi, due).
E io, che sono stata rimandata e che riesco ad ottenere al limite una sufficienza, adoro il greco e sono felice di aver scelto questo liceo. E' buffo.

Pensandoci, non sono così sicura della mia scelta.
Oddio, non mi immagino in nessun'altra scuola, ma il linguistico m'ispira un casino.
Già mi hanno fatto abbandonare il tedesco, che adoravo.
Per poi farmi studiare l'inglese - a livello scolastico è poco utile, e lo so già.

Sono stanca, ansiotica, stressata, e quest'estate non ho neanche fatto una pausa - una vacanza.

Stupido greco.



lunedì 24 agosto 2009

Venticinque.

I fell in love with the Dj.
Si può essere meno maturi dopo la maturità?
C'è qualcosa di propfondamente sbagliato in tutto questo.

Estate finita. Per me è finita.
Milano, grigia e solitaria come sempre, la mia Milano, la adoro.
Però rivoglio la mia Moneglia.

Ho odiato questa partenza come tutte le altre, ma passerà, come tutte le altre.

Ora non mi resta che aspettare settembre, con la sua malinconia e la sua nostalgia, con i suoi esami e la sua scuola. Con il suo stupido greco.

Andare oltre è una cosa che non so fare.
E' inutile, non sono capace.



giovedì 23 luglio 2009

Ventiquattro.

Blinded by the Boss.

Mi dicono che se lo chiamano il Boss un motivo c'è, da qualche parte.
Ad esempio a Torino, in data 21 luglio 2009, il motivo c'era.

Lo chiamano il Boss perchè è il Boss. E basta.

C'è poco da dire, sul serio.

Per raggiungere la perfezione però mancava qualcosa.
Qualcosa come Thunder Road, Rosalita, I'm on fire. She's the one. Blinded by the light.

Tornerò per ricevere quel poco che l'altra sera non mi ha dato. Appena sarà di nuovo in Italia. Tornerà, tornerà.





lunedì 20 luglio 2009

Ventitrè.

Frammenti.

Ero in coda per sciacquarmi dal sale dopo un bangno nel mio adorato Mar Ligure, e davanti a me c'era un gruppo di bambini. Non erano, ovviamente, in coda in modo ordinato, però stranamente c'era silenzio. Non parlavano nè giocavano, mi sono stupita. Ad un certo punto un bambino si gira verso la piccola dietro di lui, lei era tenerissima, con gli occhi grandi e i boccoli biondi bagnati. Il bambino la guardava e dopo qualche secondo le ha detto, tendendole la mano "Ali, facciamo la pace?" e la piccola - suppongo si chiamasse Alice - ha spostato la mando del bimbo per poi abbracciarlo, e allora un'altra bambina che era più avanti si è girata e ha urlato "fai la pace anche con me!" e Alice ha abbracciato anche lei, e poi così tutti gli altri bambini, e alla fine la piccola bionda - che inizialmente era in fondo, imbronciata - ad un tratto teneva per mano due amici e giocava con gli altri.

Sono andata, l'altra sera, a prendere la macchina con mio padre - l'aveva parcheggiata lontano. Io dovevo buttare il vetro, e avevo in mano un sacchetto con dentro i barattoli e le bottiglie da buttare. Ad un certo punto è arrivato un gattino, ha fatto un giro attorno a me, correndo, e poi è venuto ad annusare il contenuto del sacchetto. Era bellissimo, piccolino, e anche piuttosto magro. Doveva avere molta fame.. Era bellissimo, gli avrei dato tutto il cibo del mondo, se solo avessi avuto qualcosa con me. Invece avevo solo i vetri vuoti, e mi sento in colpa ancora adesso. Era bellissimo, non mi mollava più, mi ha seguita fino alla macchina. Era bellissimo.

Vicino alla mia casetta lì al mare c'è una piccola chiesa, la chiesa di San Giorgio. C'è il campanaro di questa che si diverte un mondo a suonare le campane, o almeno credo, perchè ogni tanto fa praticamente dei concerti, quando suona. Ieri era San Giorgio, e invece di suonare i banali rintocchi delle 9.30 per la messa, ha suonato per più di venti minuti alcune canzoncine e qualche brano. Quando lo sento fare queste cose rido, perchè è come me quando ho in mano il mio basso, suonicchio a caso, non importa cosa, l'importante è suonare. E chi ha voglia di ascoltare basta che tenda l'orecchio. Ha suonato Fra Martino, e poi la sua preferita: London Bridge Has Fallen Down. La suona spessissimo, per questo credo che sia la sua preferita. Mi ha fatto ridere, però dopo mezz'ora di scampanate mi ero bella che rotta le palle, oltre che i timpani.

C'è una bambina che ha l'ombrellone vicino al mio in spiaggia. La trovo abbastanza brutta, quasi orribile oserei dire, e ha una faccia da stronza tremenda. Però mi devo ricredere, come al solito ho sbagliato (mai giudicare il libro dalla copertina, dicevano?). Ero su di un marciapiedi strettissimo, seduta per terra ad aspettare che arrivassero i miei nonni ad aprirmi perchè come al solito avevo dimenticato le chiavi di casa. Arriva questa bimbetta, io mi sposto per farla passare. Lei passa, e dopo essere passata si ferma per qualche secondo, guardandomi con gli occhioni dei bambini piccoli, con il mento all'insù per potermi vedere, mi dice "grazie!" poi sorride e se ne va trotterellando. Continua ad essere brutta, ma adesso mi appare tenera.



domenica 5 luglio 2009

Ventidue.

Bye!
Bella la partenza.
No, non è vero, la odio.
Le odio tutte. O quasi.
Non ho alcuna voglia di partire, di lasciare Milano, di stare senza il gomitolo di strade, senza il caos e senza l'inquinamento, senza i miei vinili, senza il mio stereo, senza il mio computer, senza il mio pianoforte, senza il mio basso, senza il mio letto che è il più comodo del mondo.
Porterò con me tutto ciò che posso, come ogni anno; le mie partenze estive somigliano sempre più a dei trasferimenti.
E tu? Non sopporto l'idea di doverti salutare, lo sai.
Non so neanche come lo farò.
Ma in fondo partite tutti, e anche se io restassi qui mi rimarrebbe addosso questa malinconia estiva, e calda.



I'll miss you all.



No reason why

La mia foto
fiori colori sole prato profumi mani voce labbra gonna greco pianoforte basso italiano luce fotografia biro.